Saturday, March 17, 2018

IT -- Manlio Dinucci -- L’arte della guerra --L’Italia nella morsa USA/NATO





L’arte della guerra
L’Italia nella morsa USA/NATO
Manlio Dinucci

Sono in corso simultaneamente, nella prima metà di marzo, due grandi esercitazioni di guerra – l’una nel Mediterraneo di fronte alle coste della Sicilia, l’altra in Israele – ambedue dirette e supportate dai comandi e dalle basi USA/NATO in Italia.
Alla Dynamic Manta 2018 – esercitazione di guerra sottomarina, appoggiata dalle basi di Sigonella e Augusta e dal porto di Catania – partecipano forze navali di Stati Uniti, Canada, Italia, Francia, Belgio, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Grecia e Turchia, con 5000 uomini, navi di superficie, sottomarini, aerei ed elicotteri. L’esercitazione è diretta dal Marcom con sede in Gran Bretagna, Centrale il ruolo del Comando NATO di Lago Patria (Jfc Naples),, agli ordini dell’ammiraglio statunitense James Foggo. Nominato dal Pentagono come i suoi predecessori, egli comanda allo stesso tempo le Forze navali USA in Europa e le Forze navali USA per l’Africa, il cui quartier generale è a Napoli Capodichino.
A cosa serva la Dynamic Manta 2018 lo spiega lo stesso ammiraglio Foggo: è iniziata la «Quarta battaglia dell’Atlantico», dopo quelle delle due guerre mondiali e della guerra fredda. Essa viene condotta contro «sottomarini russi sempre più sofisticati che minacciano le linee di comunicazione marittima fra Stati Uniti ed Europa nel Nord Atlantico».
L’ammiraglio accusa la Russia di condurre «una attività militare sempre più aggressiva», citando come esempio caccia russi che sorvolano a bassa quota navi USA. Non dice però che queste navi da guerra incrociano nel Baltico e nel Mar Nero a ridosso del territorio russo. Lo stesso fanno i droni-spia USA Global Hawk che, decollando da Sigonella, volano due o tre volte la settimana lungo le coste russe sul Mar Nero.
L’ammiraglio Foggo, mentre col cappello di comandante NATO prepara in Italia le forze navali alleate contro la Russia, col cappello di comandante delle Forze navali USA in Europa invia dall’Italia la Sesta Flotta alla Juniper Cobra 2018, esercitazione congiunta USA-Israele diretta principalmente contro l’Iran.
 Dalla base di Gaeta è giunta ad Haifa la Mount Whitney, nave ammiraglia della Sesta Flotta, accompagnata dalla nave da assalto anfibio Iwo Jima. La Mount Whitney è un quartier generale galleggiante, collegato alla rete globale di comando e controllo del Pentagono anche attraverso la stazione Muos di Niscemi.

La Juniper Cobra 2018 – cui partecipano 2500 militari Usa e altrettanti israeliani – è iniziata il 4 marzo, mentre il premier Netanyahu, incontrando il presidente Trump, sosteneva che l’Iran «non ha rinunciato alle sue ambizioni nucleari» (non dicendo che è Israele l’unica potenza nucleare in Medioriente) e concludeva «l’Iran va fermato, questo è il nostro comune compito». 
L’esercitazione simula la risposta israeliana al lancio simultaneo di missili da Libano, Iran, Siria e Gaza. Lo scenario reale può invece essere quello di un lancio missilistico falsamente attribuito agli Hezbollah libanesi alleati dell’Iran, quale pretesto per attaccare il Libano mirando all’Iran.
Al massino 72 ore dopo, dichiarano ufficiali statunitensi e israeliani, arriverebbero dall’Europa (in particolare dalle basi in Italia) forze statunitensi per affiancare quelle israeliane nella guerra.
La presenza alla Juniper Cobra del generale Scaparrotti, capo del Comando Europeo degli Stati Uniti, conferma tale piano, che egli ha definito in un incontro con lo stato maggiore israeliano l’11 marzo. Poiché Scaparrotti è anche Comandante Supremo Alleato in Europa (carica che spetta sempre a un generale USA), il piano prevede una partecipazione NATO, soprattutto italiana, a sostegno di Israele in una guerra su larga scala in Medioriente.
Il manifesto, 13 marzo, 2018


L’Alleanza atlantica scrive al «manifesto»

Gentile Sig.ra Rangeri,

La prego di notare che l’articolo intitolato “L’ltalia nella morsa USA/NATO”, pubblicato il 13 marzo 2018, a firma di Manlio Dinucci, contiene delle informazioni imprecise e fuorvianti.

Capoverso 3:
È falso che:
 “L’esercitazione sia diretta dal Comando NATO di Lago Patria (JFC Naples), agli ordini dell’ammiraglio statunitense James Foggo”.

È vero che: II Comando Marittimo della NATO (MARCOM), con sede a Northwood, in Gran Bretagna, detenga il comando e controllo dell’esercitazione alla cui guida si trova l’Ammiraglio Clive Johnstone.

Capoverso 4:
È falso quanto segue:
 “A cosa serva la Dynamic Manta 2018 lo spiega lo stesso ammiraglio Foggo: è iniziata la “Quarta battaglia deIl’Atlantico”, dopo quelle delle due guerre mondiali e della Guerra fredda”.

È vero che: Nel suo articolo dal titolo “La quarta battaglia dell’Atlantico”, pubblicato nel 2016, l’Ammiraglio Foggo fornisse indicazioni circa la visione NATO/U.S. Questa stessa visione, tuttavia, non può essere utilizzata per “spiegare” la Dynamic Manta del 2018. La rimando a quanto pubblicato da MARCOM a proposito della Dynamic Manta 2018 sui proprio sito web 
mc.nato.int <http://mc.nato.int>  .

Capoverso 6:
È falso dire che:
 L’ammiraglio Foggo, mentre col cappello di comandante NATO prepara in Italia le forze navali contro la Russia, col cappello di comandante delle forze navali USA in Europa invia dall’ltalia la Sesta Flotta alla Juniper Cobra 2018, esercitazione congiunta USA Israele diretta principalmente contro l’Iran.

È vero che: L’ammiraglio Foggo guida il JFC Naples nella “preparazione, pianificazione e conduzione di operazioni militari finalizzate a preservare la pace, la sicurezza e I’integrità territoriale degli stati membri dell’Alleanza ….
“. Per maggiori dettagli, può consultare il sito webdell’ Allied Joint Force Command Naples, alla voce “mission statement”. Inoltre, nella versione inglese del’articolo è improprio usare la parola “captain”. È, invece, appropriato I’utilizzo della parola “Commander”. Sulle competenze nazionali dell’Ammiraglio potrà giovare la consultazione del sito web www.c6f.navy.mil/<http://www.c6f.navy.mil/>  .


La replica di Manlio Dinucci


Apprezziamo l’attenzione che la Nato rivolge al nostro giornale. Il manifesto e io personalmente prendiamo atto della rettifica – la sola doverosa, ma francamente un dettaglio – sul comando specifico della Dynamic Manta 2018.

Per il resto, rimane comunque centrale il ruolo del JFC-Naples di Lago Patria, uno dei due comandi permanenti della Forza congiunta Nato a livello operativo, agli ordini dell’ammiraglio statunitense James Foggo.

Egli comanda allo stesso tempo le Forze navali Usa per Europa-Africa/Sesta Flotta Usa, la cui area di responsabilità copre metà dell’Oceano Atlantico e i mari adiacenti compreso il Mediterraneo.

A un seminario in Norvegia il 26 febbraio, l’ammiraglio ha parlato di «Quarta battaglia dell’Atlantico» contro «sottomarini russi sempre più sofisticati che minacciano le linee di comunicazione marittima fra Stati uniti ed Europa».

Poiché esse passano anche attraverso il Mediterraneo, la Dynamic Manta 2018 rientra in questa «visione Nato/Usa». Visione falsa: quali prove ci sono che sottomarini russi siano in agguato, pronti ad affondare le navi sulle rotte fra Europa e Stati uniti?

È falso inoltre che il JFC-Naples abbia quale missione la «preparazione, pianificazione e conduzione di operazioni militari finalizzate a preservare la pace, la sicurezza e l’integrità territoriale degli stati membri dell’Alleanza». Basti ricordare le guerre con cui la Nato ha demolito due Stati, la Jugoslavia e la Libia, da cui non proveniva alcuna minaccia ai membri dell’Alleanza.

Riguardo alla presenza del generale Scaparrotti alla esercitazione Israele-Usa (a cui Foggo ha inviato l’ammiraglia della Sesta Flotta), sarebbe ingenuo ignorare che egli è non solo comandante del Comando Europeo degli Stati uniti, ma allo stesso tempo Comandante supremo alleato in Europa.

Una curiosità: in base a quale norma deve essere sempre «tradizionalmente un comandante Usa»?

Ancora grazie per l’attenzione al nostro lavoro.

Manlio Dinucci


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